Master Plan del Verde Pubblico Urbano del Comune di Roccalveria (adottato con Deliberazione della Giunta Comunale n. _______ del ________________) Redazione: Dicembre 2022 Aggiornamento: Dicembre 2023 1
Master Plan del Verde Pubblico Urbano del Comune di Roccalveria Per la società Leganet, incaricata della realizzazione del progetto: Redazione del piano: Dott. Maurizio Gazzarri Realizzazione delle mappe: Arch. Gabriele Puccini Per il Comune di Roccalveria Assessora allo Sviluppo Sostenibile Dina Merlo Dirigente del Settore Lavori Pubblici, Suolo e Fabbricati, Patrimonio, Espropri, Ambiente Ecologia, Trasporti e Mobilità Ing. Marzia Rizzi Indice 3 Sezione 1. Il quadro di riferimento 3 Capitolo 1. Gli obiettivi globali di sostenibilità 4 Capitolo 2. Le strategie nazionali 6 Capitolo 3. Le strategie regionali del Veneto sul verde urbano 8 Sezione 2. Perché un Master Plan del Verde Pubblico Urbano del Comune di Roccalveria 8 Capitolo 4. Le motivazioni di fondo 8 Capitolo 5. La pianificazione urbanistica 10 Capitolo 6. Gli obiettivi del Master Plan, dal punto di vista dei cittadini e delle cittadine 10 Capitolo 7. I principi ispiratori del Master Plan del Verde Pubblico Urbano del Comune di Roccalveria 11 Sezione 3. Il quadro conoscitivo 11 Capitolo 8. Estensione e macro-numeri 18 Capitolo 9. Disponibilità di verde urbano 20 Capitolo 10. Le mappe 26 Capitolo 11. Criticità nella situazione degli attuali parchi 33 Capitolo 12. Prime considerazioni sulla base del quadro emerso 35 Sezione 4. Il percorso partecipativo 35 Capitolo 13. L’implementazione del percorso partecipativo 36 Capitolo 14. I risultati del questionario online 46 Sezione 5. Obiettivi e pianificazione 46 Capitolo 15. Il percorso verso il raggiungimento degli obiettivi 46 Capitolo 16. Il parco agro-paesaggistico 49 Capitolo 17. La cintura verde urbana 2
50 Capitolo 18. Arredi, accessibilità, interventi specifici 52 Capitolo 19. Nuove localizzazioni di aree attrezzate e altri interventi strutturali 60 Capitolo 20. Conclusioni 3
Sezione 1. Il quadro di riferimento Capitolo 1. Gli obiettivi globali di sostenibilità Il contributo che le nostre città possono dare al raggiungimento degli obiettivi globali di sostenibilità è tutt’altro che trascurabile. Così come la percentuale di popolazione che vive nelle città, rispetto alle aree rurali e interne, è in costante crescita, cresce di pari passo l’esigenza da parte dei cittadini di luoghi verdi aperti, accessibili, attrezzati, accoglienti. Non solo, l’aumento delle temperature medie e dei fenomeni meteorologici estremi, spinge a scelte di rottura rispetto al passato: incrementare, solo per fare un esempio, la copertura arborea risponde alla doppia esigenza locale e globale. Locale, perché migliora la qualità della vita dei cittadini che possono godere di zone e città più vivibili e amichevoli dal punto di vista ambientale. Globale, perché ogni albero piantato dà il suo contributo alla lotta ai cambiamenti climatici. Chiaramente non esiste una ricetta uguale per tutte le città. Così come all’interno di uno stesso comune non è detto che si possa rispondere allo stesso modo tra grandi centri abitati e frazioni. Studiare la realtà locale e determinare scelte ad hoc è il primo obiettivo che deve porsi una pianificazione di medio lungo periodo come quella denominata Master Plan del Verde Pubblico Urbano. Il contesto globale nel quale gli attori locali agiscono è quello dell’Agenda 2030, con i suoi 17 obiettivi di sostenibilità. Molti sono tra questi goal, quelli che hanno qualcosa a che vedere, come azione o come risultato, con il verde urbano. Tre, sono quelli che principalmente hanno a che fare con esso: - il goal 11: “CITTÀ E COMUNITÀ SOSTENIBILI. Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili”. - il goal 13: “LOTTA CONTRO IL CAMBIAMENTO CLIMATICO. Adottare misure urgenti per combattere il cambiamento climatico e le sue conseguenze”. - il goal 15: “VITA SULLA TERRA. Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell'ecosistema terrestre, gestire sostenibilmente le foreste, contrastare la desertificazione, arrestare e far retrocedere il degrado del terreno, e fermare la perdita di diversità biologica”. Inoltre, il goal 11 contiene il target 11.7 che recita “Entro il 2030, fornire accesso universale a spazi verdi e pubblici sicuri, inclusivi e accessibili, in particolare per donne, bambini, anziani e disabili”. Se questi sono obiettivi globali, che comunque devono e possono avere risposte a livello territoriale di base, vi sono indicazioni e linee di indirizzo nazionali parimenti chiare nel fissare obiettivi. Tra i domini del BES (Benessere Equo e sostenibile) ve ne sono almeno due che fanno riferimento al verde urbano: sono il 9, sul Paesaggio e il patrimonio culturale, e, soprattutto, il 10, specifico sull’ambiente. In questo dominio 10, vengono considerate 4
queste dimensioni: qualità delle acque, qualità dell’aria, qualità del suolo e del territorio, biodiversità, valutazione soggettiva della qualità dell’ambiente naturale e, infine, materia, energia e cambiamenti climatici. Tra i 15 indicatori che misurano lo stato di queste dimensioni nel nostro paese ce n’è uno specifico su “Disponibilità di verde urbano: Metri quadrati di verde urbano per abitante.” Come si vede, quindi, gli obiettivi e le metriche partono sì dal livello globale, con i goal definitivi dalle Nazioni Unite e adottate dall’Unione Europea, ma arrivano al livello dei singoli comuni, partendo dalle indicazioni del Governo italiano. Capitolo 2. Le strategie nazionali Approfondiamo, pur senza scendere troppo nei dettagli, il quadro di riferimento nazionale. Nel 2015 l’Italia si è dotata di uno strumento di pianificazione di medio lungo periodo denominato “Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile” (SNSvS). Come si può leggere nei documenti del Ministero della Transizione Ecologica (ex Ministero dell’ambiente), “la Strategia rappresenta il primo passo per declinare a livello nazionale i principi e gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, adottata nel 2015 alle Nazioni Unite a livello di Capi di Stato e di Governo, assumendone i 4 principi guida: integrazione, universalità, trasformazione e inclusione”. La SNSvS, adottata a fine 2017 e aggiornata nel corso degli anni, è strutturata in cinque aree, corrispondenti alle cosiddette “5P” dello sviluppo sostenibile proposte dall’Agenda 2030: Persone, Pianeta, Prosperità, Pace e Partnership. In particolare, nella sezione “Pianeta” del documento, in riferimento alla terza linea strategica “Creare comunità e territori resilienti custodire i paesaggi e i beni culturali”, si può leggere questo passaggio fondamentale: “Lo sviluppo territoriale e urbano deve essere capace di stimolare la piena espressione del potenziale economico, sociale ambientale e culturale delle città, riequilibrando le relazioni tra i territori di cintura e interni, e invertendo le tendenze allo spopolamento. È necessario lavorare alla costruzione di aree urbane sostenibili ed efficienti e di comunità e territori resilienti, capaci di prevenire e affrontare adeguatamente i rischi naturali e antropici, accessibili e connessi fisicamente, ecologicamente e digitalmente, in un quadro organico di progresso anche culturale e civile della società, in cui le opere di trasformazione del territorio, infrastrutture ed edifici assicurino non solo elevate prestazioni ambientali e antisismiche ma anche superiori livelli di qualità architettonica, da raggiungersi attraverso la valorizzazione dell’attività di progettazione, e siano garantiti spazi pubblici e aree verdi adeguati e sicuri. La pianificazione deve dunque integrare tutte le dimensioni della sostenibilità, che devono permeare anche le fasi di progettazione e gestione dei manufatti, infrastrutture, sistemi locali.” Sulla base di questo assunto, l’Italia si è poi dotata nel 2018 della “Strategia nazionale del Verde Urbano” che già nella sua sintesi introduttiva è molto esplicita sugli obiettivi che le nostre città devono darsi: “Sviluppare una Strategia nazionale del verde urbano che fissi 5
criteri e linee guida per la promozione di foreste urbane e periurbane coerenti con le caratteristiche ambientali, storico-culturali e paesaggistiche dei luoghi. La Strategia si basa su tre elementi essenziali: passare da mq a ha, ridurre le superficie asfaltate e adottare le foreste urbane come riferimento strutturale e funzionale del verde urbano. La foresta urbana include tutti gli aspetti del verde urbano quali lembi di bosco, viali alberati, grandi parchi, giardini, ville storiche, verde di quartiere, e verde architettonico compreso il bosco verticale e i tetti verdi. La Strategia prevede inoltre il coinvolgimento degli stakeholders e di competenze necessariamente multidisciplinari per sviluppare idonee policy pubbliche e indirizzare le amministrazioni comunali verso la realizzazione di piani e progetti basati sui servizi ecosistemici e sulla rete di Infrastrutture Verdi (green infrastructures, nature based solutions), definiti per raggiungere precisi obiettivi di ordine sociale, ambientale, finanziario e occupazionale”. La Strategia nazionale del verde urbano, quindi, dà indicazioni molto precise alle amministrazioni locali su quali debbono essere gli obiettivi di medio periodo (almeno fino al 2030), ed è altrettanto chiara nell’indicare alcune azioni implementabili dai governi locali (nell’ottica, lo sottolineiamo, che ogni azione vada contestualizzata). Ecco alcune delle azioni indicate: Incrementare la copertura degli alberi e delle aree verdi (passare da mq a ha). Incrementare la diversità vegetale delle foreste urbane in linea con le potenzialità del territorio. Selezionare specie vegetali autoctone coerenti con le caratteristiche edafiche e ecologiche del territorio territori anche per garantire la piena funzionalità dei servizi ecosistemici. Incentivare progetti di Infrastrutture Verdi per riconnettere gli spazi verdi urbani e periurbani. Supportare progetti di ricerca per la valutazione dei benefici economici delle foreste urbane anche in termini di creazione di nuovi posti di lavoro. Incentivare la cooperazione con i vivai locali e gli orti botanici, per rispondere agli obiettivi della STRATEGIA a livello locale. Connettere le aree verdi in sistemi integrati in funzione della “domanda” di servizi ecosistemici. Considerare i viali alberati e le alberate come “parchi lineari” utili per la connessione ecologica delle foreste urbane e periurbane. Monitorare lo stato di salute delle piante e dei suoli a livello urbano e periurbano. Favorire i processi di recupero dei corsi d’acqua e delle cenosi ripariali e acquatiche. Promuovere l’uso e la durata di vita dei prodotti legnosi. Utilizzare cenosi miste, sempreverdi e caducifoglie, per ottimizzare la rimozione degli inquinanti. Integrare le Infrastrutture Verdi con la mobilità urbana sostenibile sostenendo la riduzione degli spazi asfaltati. Pianificare interventi per ridurre la produzione di allergeni. 6
Favorire una più equa distribuzione delle aree verdi tra le diverse aree della città. Sfruttare il potere codificante del linguaggio simbolico dell’albero per formare al rispetto della natura i più giovani e stimolare senso critico, memoria e identità nei più grandi. Nel 2018, per dettagliare ancor di più le direttive rivolte agli enti locali, l’allora Ministero dell’Ambiente rilasciò le “Linee guida per la gestione del verde urbano e prime indicazioni per una pianificazione sostenibile”. Un documento molto importante, da tenere in considerazione nella redazione di ogni strumento di pianificazione locale inerente al verde urbano. Le Linee guida, suddivise in sette parti, affrontano: - il tema della conoscenza e della regolamentazione del verde urbano, dando indicazioni su come realizzare il censimento, il bilancio arboreo e il Regolamento comunale del verde urbano; - la questione della pianificazione strategica - con quali criteri progettare le aree verdi attrezzate e non - come monitorare e gestire rischi e potenzialità - come misurare, tramite indicatori, la qualità del verde urbano - il tema della formazione degli addetti - la comunicazione, la promozione e la partecipazione pubblica Capitolo 3. Le strategie regionali del Veneto sul verde urbano La Regione Veneto ha approvato il 20 luglio 2020 la Strategia Regionale di Sviluppo Sostenibile. Nella sua introduzione, il Presidente Zaia ha sottolineato con forza che “con questa Strategia Regionale facciamo nostri gli obiettivi dell’Agenda 2030, declinati in modo chiaro e sintetico sulla base delle caratteristiche della nostra regione, consapevoli che il Veneto è, già oggi, una realtà molto sviluppata sul piano economico e sociale nel rispetto dell’ambiente e vuole, ancora una volta, mettere a disposizione della comunità più ampia le proprie eccellenze e il proprio impegno”. Nello specifico del nostro tema, la linea di intervento 5 della macroarea strategica 4, denominata “Per un territorio attrattivo: tutelare e valorizzare l’ecosistema socioambientale”, fissa come fulcro per ogni azione relativa alla qualità urbanistica e ambientale delle aree urbane quello di “Ridurre il consumo di suolo, aumentare le aree verdi nei tessuti urbani e periurbani, tutelare e valorizzare il sistema delle aree naturali protette e la biodiversità”. Gli obiettivi fissati dalla Regione, seppur non tutti monitorati tramite indicatori ad hoc, sono certamente coerenti con la Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile. Nel contesto della Strategia Regionale, l’area dei 13 comuni del roccalveriese ha presentato alla Regione Veneto la propria Strategia Integrata di Sviluppo Urbano Sostenibile (SISUS) che comprende complessivamente 16 progetti che abbracciano molti tra i 17 obiettivi di 7
sostenibilità dell’Agenda 2030. Tra questi, certamente anche quelli che riguardano il verde urbano, la rigenerazione e le connessioni ecologiche descritti in seguito. A partire da tutte queste considerazioni generali e regionali, ciò che il Master Plan del Verde Pubblico Urbano del Comune di Roccalveria contiene, è quindi riassumibile in questi punti: - Definire la strategia locale per il verde urbano, coerente con le indicazioni globali, continentali, nazionali e regionali; - Fissare degli obiettivi quantitativi e qualitativi almeno fino al 2030; - Pianificare azioni con piani annuali coerenti che vadano a comporre il mosaico degli obiettivi di lungo periodo; - In modo trasversale, inserire come determinante il rapporto con la cittadinanza: sia, quindi, nella fase di impostazione e programmazione sia in quella di pianificazione delle azioni e gestione sia, infine, in quella di monitoraggio e verifica del raggiungimento degli obiettivi. 8
Sezione 2. Perché un Master Plan del Verde Pubblico Urbano del Comune di Roccalveria Capitolo 4. Le motivazioni di fondo Le motivazioni che hanno attivato il percorso verso il Master Plan del Verde Pubblico Urbano del Comune di Roccalveria partono dal fatto che questo documento rappresenta sì uno strumento di pianificazione del verde, ma si collega e si affianca alla pianificazione urbanistica generale (Piano degli interventi), settoriale (Piano del traffico e Piano urbano della mobilità sostenibile) e al PAESC Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il clima, introdotto dal Patto dei Sindaci su proposta dalla Commissione Europea e sottoscritto da una rete di città europee che raccoglie le amministrazioni locali disposte a impegnarsi nella lotta contro i cambiamenti climatici. Se il tema della sostenibilità viene assunto in modo trasversale e pervasivo in ogni strumento di pianificazione, si evitano incoerenze e contraddizioni. I Comuni, e tra questi Roccalveria, negli ultimi anni hanno concentrato i loro sforzi nel miglioramento della qualità e della quantità del verde urbano. Lo hanno potuto fare anche perché sostenuti da bandi e da risorse pubbliche, ma anche grazie al supporto e alle sponsorizzazioni di aziende private, che riservano quote di investimento in nuove piantumazioni su aree pubbliche. La spinta verso questo obiettivo di incrementare gli alberi e verso l’assorbimento maggiore di CO2, hanno motivazioni diverse che partono certamente dagli impegni internazionali nel contrasto ai cambiamenti climatici – come abbiamo visto nelle pagine precedenti – dal crescente impegno dei giovani e da una sempre più diffusa consapevolezza ambientale anche rispetto ai problemi dell’inquinamento atmosferico. Ma anche dalla necessità per le aziende di compensare forme di emissioni con strumenti attivi, fra le quali la messa a dimora di nuovi alberi è certamente quella più visibile e di immediata comunicazione. A Roccalveria nel corso degli anni sono stati concretizzati o progettati nuovi interventi. Tra questi la creazione di boschi urbani (per esempio il bosco dei nuovi nati), la riqualificazione di aree verdi esistenti per aumentare quelle a disposizione dei cittadini per la vita all’aria aperta, gli inserimenti di verde con funzione estetica e al servizio degli ecosistemi (per esempio sulla qualità aria, per il miglioramento del microclima e a favore della biodiversità). Capitolo 5. La pianificazione urbanistica Le Linee guida per la redazione del Piano degli interventi del Comune di Roccalveria, redatte nel 2020, disegnano la cornice dentro alla quale è impostato il Master Plan del Verde Pubblico Urbano. Non è un caso che le Linee guida assumano come punto di partenza gli obiettivi di 9
sostenibilità delle Nazioni Unite affermando che “il nuovo PI guarda a una città in sintonia tra conservazione e innovazione ed è centrato sui principi della circolarità”. A partire da questo assunto vengono indicate le linee di indirizzo, che, tra le altre, includono aspetti riguardanti il verde urbano, parlando della esigenza di perseguire “la complementarietà di spazi (verde urbano e agricoltura periurbana)”, il riutilizzo di spazi e volumi, il controllo del consumo del suolo. Un approccio che tende all’equilibrio positivo tra gli aspetti economici, sociali e ambientali, che è il medesimo su cui si basa l’Agenda 2030. Dalle linee di indirizzo, discendono gli obiettivi del Piano degli interventi 1. rigenerazione dello spazio costruito e naturaliforme a partire dal centro storico; 2. contenimento del consumo di suolo; 3. promozione di una mobilità sostenibile; 4. promozione dello sviluppo economico; 5. miglioramento della qualità del verde; 6. azioni di mitigazione ambientale e adattamento climatico; 7. ottimizzazione dei servizi; 8. creazione di nuovi spazi di comunità e inclusione sociale; 9. definizione di strumenti di attuazione del Piano innovativi, flessibili e compartecipativi. Come si può vedere, non solo si esplicita, con l’obiettivo 5, il miglioramento della qualità del verde esistente, ma anche la creazione di nuovi spazi di comunità e inclusione sociale, che non possono non includere, soprattutto nella fase pandemica e post pandemica, spazi all’aperto verdi e attrezzati. Inoltre, l’obiettivo 6 parla di mitigazione ambientale e adattamento climatico e anche questo non può che passare dalla realizzazione di nuovi spazi verdi, dall’estensione della copertura arborea, dalla valorizzazione della biodiversità. Più nel dettaglio, le Linee guida elencano una serie di target specifici; tra questi è utile qui citare: - la realizzazione di “una cintura verde attorno al centro abitato, tutelando i terreni in funzione del loro valore di fertilità ed ecosistemico”; - la realizzazione di “una rete di parchi urbani, sia fra quelli attualmente esistenti che attraverso progetti di messa a dimora di nuovi alberi, puntando alla costituzione di una piattaforma di boschi urbani diffusi nell’intero territorio comunale; - “dare continuità ecologica e sistematicità alle aree verdi urbane e al territorio agricolo periurbano, quale sistema di compensazione della CO2, trattenimento delle polveri, raffrescamento dell’isola di calore urbano e riduzione del rischio idraulico”. Citando ancora il documento, è chiara l’indicazione strategica che dovrà sottendere a ogni scelta inerente al verde urbano: “Il sistema del verde si dovrà articolare, a partire dalle aree verdi naturali o naturaliformi di ampie dimensioni, includendo aree nucleo di nuova costituzione, in continuità ecologica con il territorio agricolo peri urbano e con la rete ecologica dei corsi d’acqua. La rete ecologica si deve sviluppare in un sistema di continuità, attraverso la formazione di infrastrutture verdi di collegamento, favorendo il recupero di aree marginali o da rinaturalizzare”. 10
Capitolo 6. Gli obiettivi del Master Plan, dal punto di vista dei cittadini e delle cittadine Oggi è sempre più evidente la necessità di riordinare e programmare gli interventi in un piano organico complessivo, partendo dall’esistente, classificando le tipologie di verde che hanno una diversa funzionalità, con individuazione e qualificazione di aree che vadano a comporre una cintura verde urbana, già in parte delineata, con funzione di rete ecologica. Ma anche per migliorare il sistema di collegamento fra le aree verdi, servito e inserito nel circuito del biciplan, cioè del sistema della ciclabilità urbana. Un obiettivo, questo, che ha non solo una funzione di collegamento delle frazioni esterne con la città, e viceversa, ma anche per favorire il turismo lento che si coordina alle reti ciclabili principali nazionali e internazionali che seguono gli argini dei grandi fiumi (Adige) e canali (Adigetto e Canalbianco, tra gli altri). Capitolo 7. I principi ispiratori del Master Plan del Verde Pubblico Urbano del Comune di Roccalveria In sintesi estrema, si può quindi dire che il Master Plan del Verde Pubblico Urbano del Comune di Roccalveria ha questi obiettivi: - il miglioramento delle aree verdi attuali - l’incremento della quantità e della estensione delle aree verdi - l’incremento delle alberature - la realizzazione di collegamenti “dolci” tra aree verdi - la realizzazione di connessioni verdi tra aree agricole e aree antropizzate Un cittadino o una cittadina, di qualunque generazione, nel corso degli anni in cui il Master Plan sarà in vigore, dovrà veder soddisfatti in modo incrementale questi elementi: - avere un parco attrezzato a meno di dieci minuti a piedi da casa e dal luogo di studio o lavoro - accedere senza limitazioni dovute a disabilità o altre condizioni - fruire in sicurezza degli spazi, dei giochi e degli arredi - godere della qualità degli spazi - spostarsi a piedi o in bici verso altri parchi o verso le aree periurbane con percorsi sicuri - connettersi alla rete per studiare, lavorare, assistere a eventi - socializzare con gli altri sfruttando arredi idonei e partecipando a eventi 11
- stare meglio potendo usare in sicurezza i parchi per correre, camminare, giocare, fare sport, usare attrezzi per fitness - imparare la storia e le caratteristiche dei luoghi frequentati, per accrescere la consapevolezza dell’importanza del verde urbano - essere elemento che valorizza la biodiversità e non la mette a repentaglio, stimolando un modo nuovo di rapportarsi con il mondo animale e vegetale 12
Sezione 3. Il quadro conoscitivo Capitolo 8. Estensione e macro-numeri Il quadro conoscitivo non può che partire dalla elencazione delle attuali aree verdi, di qualunque tipologia esse siano. Vediamo per prima la situazione del cosiddetto verde storico, riferito cioè alle aree tutelate ai sensi del D. Lgs n. 42/2004 e sue modifiche e integrazioni. Tabella 1. Il verde storico nel Comune di Roccalveria Il secondo quadro riguarda le aree verdi attrezzate, cioè del verde circoscrizionale con giochi per bambini, piste ciclabili, campi polivalenti ecc. Tabella 2. Il verde attrezzato 13
Il terzo quadro che presentiamo è quello riferito alle aree di arredo urbano, cioè gli spazi verdi per fini estetici e funzionali: spartitraffico, alberate, rotonde, aree di sosta ecc. Tabella 3. Aree verdi di arredo urbano 14
La quarta tabella riguarda le aree destinate a progetti di forestazione urbana, che, come abbiamo visto, rientrano tra le priorità indicate dalla Strategia nazionale del verde urbano Tabella 4. Forestazione urbana La prossima tabella elenca gli spazi verdi pertinenziali degli edifici scolastici, dai nidi alle scuole medie. Tabella 5. Giardini scolastici La sesta tabella evidenzia quella che al momento è l’unica area destinata a orti urbani. Tabella 6. Orti urbani 15
Il prossimo quadro elenca il cosiddetto verde sportivo, cioè tutte quelle aree sportive ubicate all’aperto fruibili dai cittadini e dalle cittadine. Tabella 7. Verde sportivo L’ottavo quadro riporta l’elenco delle aree verdi pertinenziali dei cimiteri. Tabella 8. Aree verdi cimiteriali 16
La seguente tabella riporta tutte le altre aree verdi non altrimenti classificabili. Tabella 9. Altre tipologie di verde urbano 17
Tabella 9. Altre tipologie di verde urbano – continua Infine, riportiamo le aree verdi che hanno una proprietà diversa da quella comunale. Si tratta di aree ad accessibilità e fruibilità mista. Vi sono i giardini delle scuole superiori, di proprietà provinciale e accessibili solo all’utenza delle scuole. Vi sono le due aree naturalistiche della Golena di Boara e del Boj della Ferriana e aree oggetto di progetti di forestazione o di ipotesi di riqualificazione e apertura. 18
Tabella 10. Aree di proprietà non comunale Nella seguente tabella vengono riportate le estensioni totali per ciascuna tipologia di verde. Si può notare come il totale generale, inclusivo quindi di tutte le tipologie di verde urbano, supera il milione di metri quadri, pari a oltre 20 metri quadrati per ognuno dei 50.454 (dato al settembre 2021) residenti nel Comune di Roccalveria. Tabella 11. Totale superficie di verde urbano 19
Capitolo 9. Disponibilità di verde urbano L’intero territorio comunale è stato suddiviso in aree sufficientemente omogenee dal punto di vista urbanistico. Sono state individuate sei aree: Area 1 = Centro storico + S.Bartolomeo Area 2 = Commenda Area 3 = S.Pio X + Roverdicrè + Granzette + Concadirame Area 4 = Boara Polesine + Mardimago + Sarzano Area 5 = Borsea + Sant’Apollinare+ Fenil del Turco + Buso Area 6 = Tassina + Grignano Figura 1. Quartieri e frazioni del comune di Roccalveria I dati riportati nel precedente capitolo 8 sono stati riaggregati per quartiere e frazione, e per area, così come definite all’inizio di questo capitolo. 20
Tabella 12. Estensione verde urbano per quartiere e tipologia. Considerando l’ultimo dato anagrafico utilizzabile, quello al 31 dicembre 2022, è stata quindi calcolata, frazione per frazione, la disponibilità di verde urbano totale per residente. Ecco di seguito il quadro risultante. Tabella 13. Disponibilità per residente in ogni frazione o quartiere 21
Infine, vediamo il quadro delle sei aree nelle quali è stato suddiviso il territorio comunale, prima approssimazione rispetto alla scelta strategica dei cosiddetti “dieci minuti”. Tabella 14. Estensione verde urbano per tipologia in ognuna delle sei aree Tabella 15. Mq a disposizione per ogni residente, per tipologia e per area Capitolo 10. Le mappe Al fine di rendere più esplicativo il quadro della situazione di partenza, sono state realizzate alcune mappe tematiche. Nella Mappa n.1 sono state riportate tutte le aree verdi presenti sul territorio comunale, senza distinzione di tipologia e solo come fotografia della situazione attuale. Nella Mappa n. 2 si è inteso mettere su carta le diverse tipologie di verde esistenti nel territorio. In sintesi, ogni voce inclusa nelle tabelle da 1 a 8 è stata rappresentata con diverso colore affinché anche visivamente fosse possibile localizzare e visualizzare ciascuna area. Con questo presupposto sono state redatte un’unica mappa che include tutto il Comune di Roccalveria e successive mappe frazionando il territorio in modo da raffigurare la situazione frazione per frazione e quartiere per quartiere. 22
Mappa 1 – Le aree verdi, di qualsiasi tipologia, presenti sul territorio comunale Mappa 2 – Aree verdi per tipologia 23
Nella sottomappa 2.1 è riportata la legenda delle corrispondenze tra colori e destinazioni d’uso. Mappa 2.1 - Legenda Nella sottomappa 2.2 è invece riportata la matrice delle funzioni e dell’accessibilità delle aree attrezzate, con la legenda delle simbologie utilizzate Mappa 2.2 – Matrice delle funzioni A seguire, è riportata la sottomappa 2.3 riguardante il quartiere Tassina. Si vedano gli allegati per la situazioni negli altri quartieri e frazioni. 24
Mappa 2.3 – Aree verdi per tipologia, Quartiere Tassina A partire da questa rappresentazione e considerando il principio di garantire a ogni cittadino e cittadina la possibilità di avere un parco attrezzato entro 10 minuti dall’abitazione o dal luogo di studio o lavoro, per ogni parco esistente sono stati posizionati sulla carta dei “cerchi” concentrici finalizzati a rappresentare l’area entro la quale si impiegano meno di 5 e meno di 10 minuti a raggiungere il più vicino parco. La Mappa 3 raffigura l’intero territorio comunale. L’area in arancione più intenso dei singoli cerchi corrisponde a un raggio di 350 metri, inteso come area dentro la quale il parco attrezzato è raggiungibile all’incirca entro 5 minuti a piedi. L’area in arancione meno intenso dei singoli cerchi corrisponde invece a un raggio di 700 metri, inteso come area dentro la quale il parco è raggiungibile a piedi entro 10 minuti circa. A seguire è stato riportato il dettaglio dell’area sud del comune. Come si può vedere, ci sono aree urbanizzate del territorio, nelle quali la popolazione non ha un’area attrezzata raggiungibile entro dieci minuti a piedi dal luogo di residenza, lavoro o studio. È in queste aree che dovranno essere concentrati gli sforzi nei prossimi anni, finalizzati a colmare progressivamente le lacune. 25
Mappa 3 – Raggiungibilità a 5 e 10 minuti delle attuali aree verdi attrezzate Mappa 3.1 – Raggiungibilità a 5 e 10 minuti, dettaglio dell’area sud del comune 26
Nella Mappa 4 sono riportati, in colore azzurro, i cerchi relativi alla raggiungibilità a 5 o 10 minuti a piedi delle nuove aree verdi, il cui dettaglio è leggibile nel capitolo 18 di questo documento. Come si può istantaneamente osservare, con le previsioni incluse in questo Master Plan, la quasi totalità della popolazione, a regime avrà un parco raggiungibile in meno di 10 minuti. Le lacune sono state colmate anche grazie alle previsioni del Piano degli Interventi, o con quelle dei futuri strumenti di pianificazione urbanistica. Mappa 4 – Ipotesi di ubicazione di nuove aree verdi Nella Mappa 5, viene sovrapposta alla situazione a regime, la previsione strategica della cintura verde, così come descritta nel Capitolo 17. Questa sovrapposizione serve a far capire come gli attuali parchi e quelli previsti, vadano a comporre un quadro coerente con l’obiettivo della cintura verde periurbana. 27
Mappa 5 – Situazione a regime e coerenza con la cintura verde Capitolo 11. Criticità nella situazione degli attuali parchi Seppur in generale la situazione degli attuali parchi sia molto positiva in termini di manutenzione e qualità degli arredi, anche grazie a investimenti recenti, è utile qui evidenziare alcune criticità che possono essere superate con linee di intervento specifiche. In particolare: a. In alcune aree attrezzate, la cartellonistica con la quale si spiegano opportunità e divieti, è obsoleta, disomogenea e a tratti in precarie condizioni b. In alcune aree gli arredi (cestini, panchine, recinzioni, giochi, fontanelle, rastrelliere, distributori sacchetti per deiezioni canine) sono disomogenei e in condizioni di difficile fruibilità c. Alcuni parchi non hanno denominazione toponomastica e quelli che ce l’hanno non hanno cartelli che spieghino la motivazione dell’intitolazione d. Non esistono indicazioni stradali per la raggiungibilità dei parchi anche per chi non conosce la geografia del territorio comunale Di seguito alcune fotografie esplicative delle criticità. 28
Foto 1. Cartellonistica parco Iras Foto 2. Cartellonistica parco Maddalena 29
Foto 3. Cartellonistica parco Pampanini Foto 4. Cartellonistica parco Prà delle Rotole 30
Foto 5. Cartellonistica parco Brunelleschi Foto 6. Cartellonistica parco Borsea 2000 31
Foto 7. Cartellonistica parco Conciliazione Foto 8. Cartellonistica parco Pampanini 32
Foto 9. Illuminazione a raso parco Iras Foto 10. Fontanella non utilizzabile parco Iras 33
Foto 11. Fontanella rimessa in funzione al parco Maddalena Foto 12. Panchina parco via Marconi 34
Foto 13. Attrezzo ginnico parco Cibotto Capitolo 12. Prime considerazioni sulla base del quadro emerso Il territorio comunale di Roccalveria si caratterizza per una ricchezza e variabilità di aree verdi, di diversa tipologia, funzione ed estensione. La ripartizione nelle diverse circoscrizioni evidenzia che alcune zone presentano una disponibilità minore di verde per abitante, in particolare alcune frazioni, dove però la presenza di aree associate ai campi sportivi o ai giardini scolastici potrebbe in prospettiva offrire spazi per nuovi insediamenti verdi fruibili. Analogamente gli ampi spazi verdi pubblici non comunali, con il perfezionamento di accordi e forme di gestione con il Comune, consentirebbero di aumentare considerevolmente il verde disponibile per abitante. Dall’esame della mappa della raggiungibilità a 5 e 10 minuti delle aree verdi attrezzate, si osserva che larga parte della città risulta sufficientemente coperta, in particolare nell’area del centro storico e dei quartieri urbani. Nella scelta di prossimi investimenti in aree verdi 35
va seguita, a tale riguardo, la realizzazione progressiva delle piste ciclabili, integrando in parallelo percorsi e aree di sosta. Le aree verdi rappresentano sempre di più spazi di vita sociale all’aria aperta, per persone di ogni età, dove ritrovarsi e realizzare attività legate al benessere psico fisico. In termini di qualità dell’offerta del verde attrezzato, un processo di miglioramento e riqualificazione è iniziato in questi ultimi anni, puntando a sicurezza, inclusività, decoro e qualità paesaggistica, con progetti di recupero e rinnovo degli arredi, dei giochi e della copertura arboreo/arbustiva. È un percorso da continuare e aggiornare, trovando in questo strumento validi spunti, anche dalle opinioni e idee presentate dai cittadini nel percorso partecipativo. 36
Sezione 4. Il percorso partecipativo Capitolo 13. L’implementazione del percorso partecipativo A partire dallo stato di fatto descritto nel presente documento e nelle mappe allegate, la redazione del Master Plan del Verde Pubblico Urbano del Comune di Roccalveria è stata realizzata attraverso un percorso partecipativo di carattere interattivo e immersivo. Considerata la situazione di emergenza sanitaria, le azioni di coinvolgimento della cittadinanza sono state un mix tra attività in presenza e per via telematica. L’impatto della pianificazione sul verde urbano coinvolge tutta la cittadinanza poiché tutti i e le residenti di Roccalveria e delle sue frazioni sono i potenziali fruitori degli spazi attuali e futuri. Famiglie, bambini e ragazzi, studenti, sportivi, lavoratori, pensionati, scuole, associazioni, comitati di quartiere, parrocchie, gruppi spontanei: non c’è soggetto singolo o organizzato che non sarà coinvolto dalla nuova pianificazione. Di conseguenza, fin dalla fase preliminare, è stato implementato un percorso pervasivo e coinvolgente utilizzando tutto lo spettro di strumenti possibili. Il percorso si è dipanato nel corso del 2022 ed ha compreso queste azioni: a) Conferenza stampa di presentazione del documento, delle mappe e degli strumenti partecipativi. b) Realizzazione di una pagina web sul sito Internet del Comune nella quale sono stati pubblicati il documento e le mappe preliminari, oltre ad altri atti ritenuti utili, con l’apertura di un indirizzo e-mail ad hoc per la raccolta di osservazioni e suggerimenti. c) Interlocuzione con i media locali (quotidiani, web, tv, radio) per la realizzazione di articoli, interviste e trasmissioni di presentazione del percorso. d) Implementazione di due database, incrementati lungo tutto il percorso: stakeholders e cittadini utenti. Tra gli stakeholders possono essere annoverati: associazioni ambientaliste, culturali, sociali, di volontariato; associazioni di categoria; ordini professionali; esperti del settore; comitati di quartiere; rappresentanti delle scuole (insegnanti, genitori, studenti). Tra i cittadini utenti sono stati inclusi tutti i singoli che hanno manifestato interesse al percorso partecipativo e che hanno dichiarato di voler essere coinvolti nei successivi passaggi. e) Organizzazione di incontri con gli stakeholders. La lista degli invitati di ogni incontro è stata concordata con l’amministrazione comunale. L’obiettivo degli incontri è stato quello di raccogliere idee, ipotesi progettuali, priorità, segnalazioni, poi valutate dal punto di vista della fattibilità tecnico-amministrativa e di coerenza con gli obiettivi strategici del Master Plan. f) Elaborazione di un questionario online, aperto alla compilazione sia dei residenti sia di studenti e lavoratori pendolari. L’obiettivo è stato quello di raccogliere, da un lato, le modalità di fruizione e il giudizio sulla situazione attuale e, dall’altro, indicazioni e suggerimenti su come migliorare i parchi attuali o realizzarne di nuovi. 37
L’output del percorso partecipativo è stata la redazione di un documento riepilogativo degli esiti del questionario online. Capitolo 14. I risultati del questionario online Il questionario è rimasto attivo per circa 35 giorni, dal 10 maggio al 15 giugno 2022. Va sottolineato che non si è trattato di un sondaggio campionario: l’insieme di coloro che hanno compilato il questionario non è rappresentativo della composizione anagrafica, di genere, sociale, economica e geografica degli abitanti e dei fruitori della città di Roccalveria. Informazioni generali L’obiettivo stabilito dall’amministrazione al momento della presentazione dell’iniziativa era quello di ricevere almeno 300 risposte. Tale obiettivo è stato consistentemente superato, poiché le risposte arrivate sono state 475. Tabella 16 Il primo dato significativo è che le donne hanno risposto in modo più numeroso rispetto agli uomini. Lo scostamento rispetto alla composizione anagrafica del comune è evidente: Tabella 17 Rispetto all’età, si può notare una buona partecipazione dei più giovani, in controtendenza rispetto ad analoghe ricerche svolte in altre città. Significa che il lavoro di promozione del questionario tra le scuole è stato efficace. Tra i maggiori di 65 anni, la partecipazione è stata piuttosto scarsa: lo strumento esclusivamente online non ha aiutato il coinvolgimento di questa fascia di popolazione. 38
Tabella 18 La maggioranza dei partecipanti è residente nel comune. Pochi i compilatori tra coloro che lavorano a Roccalveria come pendolari da altri comuni, dei turisti e dei fruitori dei servizi della città da non residenti. Tabella 19 Se circa un terzo di coloro che hanno compilato il questionario abita o lavora nel centro storico, è da registrare una buona partecipazione da parte di coloro che vivono o lavorano nei quartieri a ridosso del centro e nelle frazioni. Tabella 20 39
Una domanda specifica riguardava il numero di figli/e, per poter verificare se la maggiore attenzione al tema dei parchi a verde sia legata alla genitorialità. Circa la metà di coloro che hanno risposto non ha figli/e; incrociando questo dato con l’età dichiarata, si può affermare che, con esclusione dei giovani, la maggior parte degli adulti che frequentano i parchi ha figli. Tabella 21 I parchi, come li vivo Il questionario elencava a questo punto le 25 aree verdi del Comune di Roccalveria, chiedendo la frequenza di fruizione attraverso tre possibili risposte: almeno una volta alla settimana, almeno una volta al mese, raramente o mai. Nella seguente tabella sono riportati i risultati, tramite une heat map: a colori più intensi corrisponde una risposta più numerosa. Tabella 22 40
Alla domanda “Con chi, di solito, li frequenti” erano possibili quattro risposte. La risposta più frequente è “con amici/amiche” con circa un terzo di indicazioni. Tra le quattro opzioni, nessuna si distacca sensibilmente come numero di risposte, segno di una platea di frequentanti variegata e distribuita tra le generazioni. Grafico 1 Nelle risposte della successiva domanda (“Per quale attività prevalentemente?”) si ha la conferma di questo dato. In questo caso erano possibili più risposte, oltre a poter indicare ulteriori opzioni. Quasi il 35% frequenta i parchi per passeggiare. Meno del 10% per fare attività fisica (quindi, sia motoria sia sportiva). Circa il 20% per portare i bambini a giocare e altrettante per socializzare con amici e amiche. Grafico 2 La durata della frequentazione è di norma superiore all’ora. In pochi si trattengono per l’intera mattina o l’intero pomeriggio. In ogni caso, per la maggior parte di coloro che hanno risposto, nel momento in cui accedono a un parco attrezzato lo fanno in modo non improvvisato. 41
Grafico 3 Vediamo adesso la distanza indicata tra il parco più frequentato e la propria abitazione per analizzare la quantità di cittadini che hanno il parco più frequentato a meno di 5 minuti di casa, tra 5 e 10 minuti o oltre i 10 minuti. Quasi il 70% ha dichiarato di avere tale parco a meno di 10 minuti da casa. Un dato positivo e significativo, ulteriormente migliorabile. Grafico 4 Riportiamo di seguito il “mezzo” con il quale viene raggiunto il parco maggiormente frequentato dai compilatori del questionario. Complessivamente oltre l’82% indica un mezzo a basso o nullo impatto ambientale; meno del 15% usa il mezzo privato. Risultati importanti, segno di una coerenza implicita tra la fruizione di un’area verde e il modo con il quale la si raggiunge. 42
Tabella 23 Il parco più frequentato, i giudizi di merito Le tre domande sul giudizio sulle aree attrezzate di chi ha compilato il questionario, ancor più delle altre domande, vanno interpretate con correttezza: ribadiamo che non si tratta di un sondaggio su un campione rappresentativo dell’intera popolazione. La domanda più generica sulla cura ci dice che la maggioranza, con un dato oltre il 55%, ha espresso un giudizio positivo. Tabella 24 Il giudizio su arredi e giochi vede, complessivamente, oltre la metà delle risposte positive (ottima più adeguata). Un dato positivo, comunque migliorabile con interventi specifici per migliorare gli elementi che arricchiscono i parchi verdi in termini di accessibilità e modalità di fruizione. Tabella 25 In relazione alla dotazione verde delle aree attrezzate (alberi, piante, manto erboso), il giudizio positivo (ottimo più adeguato), nel complesso di tutti i parchi, sale a quasi il 70%. Un gradimento oltre alla media di analoghe ricerche effettuate in precedenza in altri comuni. 43
Tabella 26 L’ultima domanda di questa sezione riguardava le eventuali segnalazioni fatte per un problema o per richiedere un intervento. Globalmente appare positivo l’approccio: oltre quattro cittadini su cinque non ha fatto segnalazioni. Ovviamente questo non significa che non ci siano problemi da segnalare, ma il fatto che oltre l’83% non abbia mai fatto istanze, significa comunque che i parchi vengono vissuti in sicurezza e con qualità. Da evidenziare, comunque, che una parte delle risposte alle segnalazioni non sono state giudicate adeguate dai cittadini: è il sintomo che questo aspetto ha necessità di essere curato meglio. Tabella 27 Le proposte e le idee sulle aree verdi attrezzate Ai cittadini è stato a questo punto chiesta la loro opinione rispetto ad alcune affermazioni riferite a possibili interventi generali sui parchi attrezzati di Roccalveria. Ne è emerso il seguente quadro: 44
Tabella 28 La raggiungibilità in sicurezza e in tempi brevi e la fruibilità per tutti, sono le affermazioni che hanno ricevuto il gradimento più alto tra coloro che hanno compilato il questionario. Sulle proposte più specifiche il consenso diminuisce leggermente pur mantenendosi su livelli molto elevati. Un’area fitness e un’area sgambamento cani per ogni circoscrizione ottengono rispettivamente circa il 75% e il 77% di “molto + abbastanza”. Quasi il 56% è d’accordo con l’attivazione del WIFI gratuito in ogni parco, la percentuale più bassa di gradimento tra le varie proposte elencate. Di seguito, sono state inserite due domande a risposta facoltativa aperta, tramite le quali i cittadini potevano esprimere suggerimenti e idee di miglioramento dei parchi verdi attrezzati (261 risposte) e proposte di ubicazione di nuovi parchi (226 indicazioni). Il numero di risposte fornite è davvero significativo, segno che chi ha compilato il questionario lo ha fatto con cognizione e coscienza civica. Nel merito della prima delle due domande, la maggior parte delle risposte si è concentrata su temi di carattere generico, anche se diverse sono state le proposte molto puntuali. Nel primo caso, le richieste più frequenti sono relative alla maggiore pulizia, manutenzione e sicurezza, alla installazione di giochi per bambini e di strutture idonee allo sport. Alcuni cittadini chiedono maggiore cura nello sfalcio dell’erba e nella cura delle chiome degli alberi. Diverse le richieste di apposizione di nuovi arredi, quali panchine e tavoli per studiare, di nuove piantumazioni per creare aree ombreggiate. Alcune segnalazioni hanno 45
riguardato le aree destinate ai cani, con richieste di migliore separazione dalle altre aree e di installazione di arredi idonei. Altri temi generici sollevati sono: l’accessibilità per tutti, l’organizzazione di eventi, l’installazione di fontanelle e ulteriori cestini, chioschi per ristori. Diversi sono stati i cittadini che, apprezzando il percorso partecipativo, chiedono di incrementare le possibilità di coinvolgimento per la cura, la gestione, la pulizia e l’organizzazione di eventi. Alla domanda facoltativa aperta “In quali quartieri / frazioni suggerisci di realizzare nuovi parchi verdi attrezzati?” sono state date 226 risposte, le quali hanno riguardato 27 indicazioni di luoghi diversi. Quelle che hanno ricevuto almeno cinque indicazioni sono: Tabella 29 In alcuni casi si tratta di luoghi ove è già presente almeno un parco attrezzato, talvolta non conosciuto oppure ritenuto insufficiente. In altri casi si tratta di richieste di inserimento di funzioni specifiche in parchi già esistenti. Oltre all’indicazione generica di un quartiere, diversi cittadini hanno suggerito ubicazioni specifiche, come l’ex caserma Silvestri, il Censer, l’ex caserma VVF, l’ex ospedale psichiatrico, l’ex tiro a segno. Tutte le indicazioni sono state valutate dagli uffici e quelle che rientrano nei criteri di fondo del Master Plan, sono state o saranno inserite nella pianificazione pluriennale. Partecipazione e protagonismo dei cittadini L’ultima sezione del questionario riguardava la possibilità di essere protagonisti dei percorsi partecipativi. La prima domanda, filtro per le successive, riguardava l’esplicitazione della volontà di rimanere informato sulle novità relative ai parchi pubblici di Roccalveria. Quasi tre quarti di chi ha compilato il questionario ha fornito una risposta affermativa. 46
Tabella 30 Alla domanda relativa alla disponibilità a partecipare in forma volontaria ad attività a favore dei parchi urbani, quasi il 40% ha espresso parere positivo, segno di un grande senso civico e di un approccio alla comunità proattivo. Tabella 31 Infine, al quesito relativo al miglioramento delle modalità di segnalazione di eventuali problemi e proposte, oltre l’80% ha espresso parere favorevole. Tabella 32 Conclusioni relative al percorso partecipativo Il questionario online ha limiti e potenzialità. Non raggiunge chiaramente tutte le fasce di popolazione, ma offre uno strumento snello e semplice da usare. Il numero di risposte ricevute è stato significativo e probabilmente nessun altro strumento avrebbe potuto raggiungere numeri del genere. Se lo strumento verrà utilizzato di nuovo nei prossimi anni, potrebbe essere molto utile fare un confronto tra le risposte ottenute, per poter verificare tendenze e nuove aspettative. Accanto alle osservazioni giunte in maniera più formale agli uffici comunali, l’aver inserito una modalità di facile accessibilità come il questionario online, ha consentito di estendere oltre agli addetti ai lavori e, quindi, potenzialmente a tutti i fruitori dei parchi cittadini, la possibilità di esprimere la propria opinione e di inviare suggerimenti, proposte e consigli. Sezione 5. Obiettivi e pianificazione 47
Capitolo 15. Il percorso verso il raggiungimento degli obiettivi La prima scelta fondamentale, di metodo più che di merito, è quella di ritenere la partecipazione dei cittadini come aspetto centrale anche durante la fase di implementazione delle ipotesi qui contenute. Inoltre, il coinvolgimento diretto dei fruitori dei parchi ha altre due conseguenze positive. La prima, consentire loro di segnalare eventuali cose che non vanno, interventi da fare, situazioni da rimediare. La seconda, ascoltarli nel momento in cui si rilevasse utile aggiornare questo Master Plan. Il presente documento ha valore ancor più spiccato considerando che le ipotesi qui contenute sono coerenti con quanto previsto dagli altri strumenti di pianificazione urbanistica e territoriale. Ma assume senso solo se quanto qui previsto troverà declinazione negli strumenti periodici di pianificazione dei lavori pubblici e nella ordinaria gestione e manutenzione degli spazi verdi. In questo senso, andranno annualmente previsti interventi sia di realizzazione, riqualificazione, investimento strutturale, sia di manutenzione e sistemazione di aspetti più puntuali. In termini operativi, uno degli obiettivi generali che si prevede è quello della implementazione del censimento completo degli alberi, che vada a dettagliare quantità, caratteristiche, specie, stato di salute, eventuali interventi manutentivi previsti, per ogni singolo albero di proprietà comunale insistente sul territorio. Il censimento, strumento non solo formalmente obbligatorio, è altresì altamente utile per la pianificazione e il monitoraggio complessivo. Infine, appare necessario, anche per procedere a eventuali aggiornamenti nel corso degli anni, prevedere un sistema di monitoraggio dei risultati nel corso del tempo. In particolare, si segnala l’utilità di aggiornare e diffondere: la matrice delle funzioni, i macronumeri, i dati quartiere per quartiere e frazione per frazione. In aggiunta, potrebbe essere previsto nell’arco del 2025, a distanza di tre anni dal precedente, la diffusione di un nuovo questionario digitale, per poter effettuare anche un confronto con le risposte del precedente. Capitolo 16. Il parco agro-paesaggistico periurbano Nel Piano degli Interventi si è introdotto il Parco agro-paesaggistico periurbano, a sottolineare la centralità e l’importanza del territorio agricolo aperto come punto di incontro fra la pianificazione del centro urbano e lo spazio rurale, in particolare negli ambiti di confine fra aree insediative e aree agricole, per creare una connessione funzionale. È evidente la rilevanza ambientale e paesaggistica di alcuni ambiti agrari collegati ai corsi d’acqua e in presenza di elementi quali siepi o filari, che ben si potrebbero integrare con i percorsi ciclopedonali. 48
La valorizzazione del paesaggio rurale, come continuità fra il tessuto urbano e rurale, dimostra il ruolo dell’agricoltura nella gestione e manutenzione del territorio, promuovendone gli aspetti agroambientali e di connessione morfologica e funzionale fra il territorio agricolo e quello insediativo. Il Piano di sviluppo rurale rappresenta, proprio con le sue misure sull’agro-ambiente, uno strumento formidabile per potenziare il ridisegno delle aree del paesaggio agro-ambientale, il recupero di aree marginali e dei segni del territorio. Un’ottica di pianificazione potrebbe consentire alle aziende di coordinare interventi volontari mirati a dare risalto alla qualificazione degli spazi aziendali e collegarsi alla rete ecologica nel territorio agricolo, ma anche per sviluppare i diversi aspetti della multifunzionalità dell’agricoltura, dagli agriturismi alle fattorie didattiche alla vendita diretta. La partecipazione delle aziende agricole al progetto del Parco agro-paesaggistico passa attraverso il riconoscimento dell’attività agricola locale nei suoi aspetti qualitativi e di valorizzazione delle produzioni del territorio, tramite i mercati, la vendita diretta, l’organizzazione di eventi di promozione, in un impegno comune di marketing territoriale. Il Parco agro-paesaggistico periurbano si propone, quindi, come un sistema agroecologico, che mette in relazione le aree verdi e gli ambiti naturali con il tessuto della produzione agricola locale. Gli obiettivi generali che si possono realizzare riguardano: - Valorizzazione dei prodotti agricoli locali e dei servizi legati alla multifunzionalità dell’agricoltura, nei suoi risvolti ambientali, sociali ed economici offerti ai residenti delle aree urbane. - Conservazione delle aree agricole preservandole dalla frammentazione e realizzando un rapporto di connessione fra tessuto urbano e rurale (cucitura con le aree urbane) nelle aree di confine. - Tutela della qualità e fertilità del suolo agrario - Collegamento delle aree verdi e naturali al territorio aperto e urbano in un agroecosistema attraverso una rete ecologica interconnessa - Promozione di forme di governance per favorire l’economia agricola locale - Valorizzazione della cultura della sicurezza alimentare, delle produzioni locali e dell’ambiente - Integrazione dell’attività agricola e ambientale in uno sviluppo urbanistico equilibrato In relazione agli aspetti produttivi, il rapporto con il mondo dell’agricoltura riguarda innanzitutto la valorizzazione della produzione agricola e lo sviluppo di forme e servizi aziendali legati alla multifunzionalità, in particolare attraverso: - Promozione delle produzioni locali e della filiera corta nelle aziende del territorio comunale e intercomunale. - Valorizzazione della multifunzionalità delle aziende agricole attraverso strutture turistico/ricettive e/o di produzione energetica e attività sociali 49
- Avvicinamento della domanda e dell’offerta, della produzione agricola dell’area del Parco verso la domanda di prodotti alimentari dei cittadini della città - Promozione della conoscenza dei prodotti locali e di luoghi e momenti di mercato interno all’area del Parco agro-paesaggistico periurbano. Gli obiettivi realizzabili con lo sviluppo del Parco agro-paesaggistico, maggiormente legati ad aspetti urbanistici riguardano la qualificazione del Paesaggio agro-urbano, la riduzione del consumo di suolo e la salvaguardia degli ambiti agricoli, in particolare: - Ottimizzare la convivenza fra urbano e agricolo, tramite la linea strategica della cintura verde urbana (si veda capitolo ad hoc). - Connettere tra loro e con l’ambiente urbano gli spazi verdi, le aree agricole e gli orti. - Riconvertire, dove possibile, spazi urbanizzati per l’agricoltura e l’allevamento. - Tutelare e conservare spazi agrari di valore paesaggistico. - Conservare i giardini e i paesaggi storici e i loro elementi residui. - Definire gli strumenti di pianificazione e programmazione per l’attuazione del Parco. - Introdurre i principi e i valori del Parco negli strumenti di pianificazione della Regione e dei Comuni coinvolti. - Promuovere il recupero e la valorizzazione dei beni di valore storico‐culturale, degli edifici di pregio architettonico, dell’edilizia rurale, dei contesti ambientali e figurativi. Tra gli obiettivi di carattere ambientale connessi allo sviluppo del Parco agro-paesaggistico, sono coinvolti la Rete ecologica, la conservazione della biodiversità e della qualità ambientale e in particolare: - Favorire la conservazione di flora e fauna selvatica. - Ridurre l’inquinamento di suolo, aria, acqua. - Valorizzare la risorsa acqua anche come elemento del paesaggio. - Ridurre il rischio idrico. - Contrastare gli effetti negativi dei cambiamenti climatici. In ambito socio culturale le funzioni principali sono quelle ricreative, attrattività, fruibilità pubblica, occupazione e inclusione sociale da realizzare attraverso: - Forme di fruizione differenziata degli spazi per l'incontro e la socializzazione nel rispetto delle attività agricole e delle funzioni naturalistiche. - Itinerari storico culturali con particolare riferimento alla civiltà contadina. - Una rete di percorsi per una mobilità sostenibile. - La creazione di nuove opportunità di lavoro per i giovani, i disoccupati e per l’integrazione del reddito familiare. - La formazione di start up innovative connesse alle attività del Parco. - Sviluppo/creazione di aziende multifunzionali in grado di integrare il reddito agricolo con servizi socio‐culturali, turistico/ricettive e/o di produzione 50
Capitolo 17. La cintura verde urbana Il Progetto della cintura verde urbana, individuabile nella cartografia e assunto come cardine dal piano urbanistico comunale, è del tutto coerente e in linea con la “Strategia europea per la biodiversità”. La cintura verde urbana è da considerarsi come un elemento osmotico tra l’urbano e l’inurbano, tra la zona maggiormente antropizzata e quella rurale. Una cintura non come elemento di separazione, quindi, ma come area di interscambio e di mitigazione. Un contesto che aiuta a conservare e valorizzare la biodiversità e che in qualche modo delimita e contiene l’espansione dell’edificato. Chiudere il cerchio e connetterlo con gli assi naturali dell’Adige, del Po e dell’Adriatico è la priorità, dove la connessione si intende sia dal punto di vista ecologico, garantendo corridoi naturali di scorrimento delle specie e, quindi, della biodiversità, sia dal punto di vista umano, con percorsi concentrici e a raggiera. La cintura verde urbana di Roccalveria è una vera e propria infrastruttura verde-blu che vede superare il concetto di frammentazione delle aree e spazi verdi urbani, per inserirli in corridoi interconnessi. Dai parchi attrezzati ai viali alberati, dagli spazi verdi pubblici a quelli privati, dalle aree boscose a quelle da rimboschire, dalle aree agricole ai sistemi fluviali e canalizi: tutto deve essere considerato parte di tale infrastruttura. La cintura verde urbana si espande dalla zona lungo la riviera del fiume Adige ed è caratterizzata da un percorso verde arginale rialzato e ciclabile che ricongiunge ampie aree verdi naturali (Oasi Boje della Ferriana) e naturalizzate (Golena di Boara Polesine) in un percorso che si collega a percorsi ciclabili intercomunali e regionali. Scendendo dall’Adige e seguendo la rete dei canali di bonifica si giunge al complesso ambientale centrato sul parco dell’ex ospedale psichiatrico, che è adiacente a un’area a bosco naturalizzato di proprietà comunale (sede dell’ex Consorzio avicolo) e a una area demaniale parzialmente alberata. In corrispondenza e seguendo il canale Ceresolo, in un’area ai limiti del centro abitato classificabile come urbano, si giunge all’ambito naturalistico del Parco Alexander Langer di oltre 3 ettari. La salvaguardia, lo sviluppo e la valorizzazione della cintura verde urbana si sviluppano tramite questi target: - Salvaguardia dell’agro-ecosistema periurbano, anche attraverso l’incentivazione di “contratti di coltivazione allevamento e fornitura” così come disciplinati dal decreto legislativo n.102 del 2005. - Conservazione delle aree di bosco urbano naturalizzato esistenti, come Parco Langer e il complesso dell’area boscata dell’ex ospedale psichiatrico, che presentano per dimensioni e funzionalità ecologica un ruolo di aree nucleo all’interno della rete ecologica territoriale. - Attivazione di appositi protocolli di intesa con le varie proprietà (Demanio ma non solo), finalizzati alla valorizzazione di aree dismesse attraverso azioni di rigenerazione, riutilizzo, fino alla deimpermeabilizzazione laddove possibile. - Diminuzione della frammentazione delle aree verdi. 51
- Valorizzazione dei giardini e delle aree verdi del Polo scolastico, del Parco della ex residenza per anziani Casa Serena e delle Aree sportive del Campo di rugby Battaglini (e un po’ oltre dello stadio di calcio). - Attuazione delle previsioni per quanto riguarda il contesto di rispetto cimiteriale incluso nel Progetto Pinqua con realizzazione di un ampio bosco urbano. (1) - Mantenimento e incremento del sistema delle piste ciclabili urbane e zonali incluse nel Biciplan, con Roccalveria quale cuore di un apparato circolatorio sostenibile. Esempi di tale rete sono la pista ciclabile Baden Powell, quella del Parco Tassina e quella vicino Bosco Valdentro. In questo senso va l’integrazione delle aree verdi e blu, connesse dalla rete ciclabile. - Inclusione dell’area lungo il canale di Grignano Pra’ delle Rotole. - Inclusione del percorso di Roverdicrè - Area Nagliati - parco Pampanini. - Inserimento nella cintura verde anche di elementi interni, quali i parchi delle Due Torri e Cibotto e il sistema delle piazze rigenerate per essere polmoni verdi cittadini. Il tema della Infrastruttura verde-blu di Roccalveria merita di essere inclusa in un piano strategico a sé stante, di cui il presente Master Plan rappresenta una parte determinante ma non esaustiva. (1) Aggiornamento a seguito dell’approvazione, con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 84 del 20/11/2023, della Variante Parziale al Piano degli Interventi n. 14 relativa all’intervento denominato: “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – Missione M5 - Componente C2 - Investimento 2.3 - Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare – PINQuA: Riqualificazione quartiere San Bortolo – Next Generation EU” Capitolo 18. Arredi, accessibilità, interventi specifici In base alle segnalazioni giunte dai cittadini tramite il questionario e tramite altre forme di interlocuzione, e considerando il quadro attuale, si riassumono qui alcune proposte operative che potrebbero essere calendarizzate entro la fine del 2025: - Procedere con le intitolazioni toponomastiche, anche con il coinvolgimento dei frequentatori, dei parchi che non hanno nome. Dare un nome alle aree attrezzate, come di recente fatto con il Parco David Sassoli, non solo rende maggiormente identificabili le aree, ma contribuisce ad accrescere la consapevolezza tra i cittadini del legame tra parco a verde e valori condivisi, trattandosi nella totalità dei casi di intitolazioni a persone o fatti intrise di valori e buoni esempi. - Progettare un sistema unico di cartelli interni a tutti i parchi per la descrizione delle opportunità di utilizzo e dei divieti, e procedere alla progressiva sostituzione. Questa scelta ha diversi aspetti positivi. Il primo è quello di far capire ai cittadini che il loro parco, anche quello di frazione o quartiere, fa parte di un sistema verde comunale ed è inserito in un contesto di obiettivi globali. Inoltre, semplificare messaggi, prevedendo un sistema di accessibilità informativa rivolta ai disabili, aiuta a tenere comportamenti virtuosi e maggiormente rispettosi dei luoghi. 52
- Immaginare anche pannelli descrittivi della storia e delle caratteristiche ambientali e paesaggistiche dei singoli parchi. L’obiettivo è di far capire che ogni luogo ha una storia, caratteristiche e finalità uniche e spesso irripetibili, anche in termini di biodiversità. - Progettare e implementare un sistema di indicazioni per la raggiungibilità ciclopedonale dei parchi. La finalità è quella di far conoscere parchi meno conosciuti e far capire a tutti e a tutte che tali aree sono facilmente raggiungibili con mezzi a basso impatto o, meglio, a impatto zero. - Progettare un sistema omogeneo di arredi di base: recinzioni, panchine, cestini, rastrelliere, illuminazione a raso ecc e procedere al progressivo rinnovamento, salvo esigenze di carattere paesaggistico e storico. Questo obiettivo potrebbe essere dilatato nel medio periodo, prevedendone la conclusione entro il 2028. - Installare in ogni parco, laddove non già esistenti: fontanelle per l’acqua potabile, distributori gratuiti di sacchetti per deiezioni canine, colonnine sos connesse con polizia municipale e questura, hot spot wifi free. Sulla base della situazione attuale, va implementata una pianificazione anno per anno che vada a coprire la globalità delle esigenze. - Prevedere l’estensione del numero di aree fitness o di percorsi salute nei parchi più grandi. Oltre alle attuali aree fitness, già molto utilizzate, possono essere ipotizzate nuove strutture ginniche, partendo dalle lacune presente nella matrice delle funzioni. - Prevedere l’estensione del numero di aree per lo sgambamento di cani. Si tratta di una esigenza espressa da molti cittadini, sia proprietari di cani sia non. - Pianificare, laddove non già fatto in anni recenti, un ammodernamento dei giochi per bambini, prevedendone anche ad accesso per disabili. Si tratta di una esigenza espressa soprattutto dai cittadini delle frazioni. Questo aspetto può essere pianificato nel medio periodo, considerate le risorse necessarie per implementarlo. - Redigere un complessivo piano per l’abbattimento delle barriere architettoniche fisiche e sensoriali nei parchi attrezzati. Talvolta si tratta di piccolissimi interventi che però estendono la possibilità di fruizione a tutti e a tutte. - Proseguire e intensificare gli eventi di valorizzazione delle tradizioni, della cultura e dell’intreccio storico tra ambiente, paesaggio e città. Un esempio, in questo senso, è il progetto “Città delle rose” che include iniziative per l’accrescimento della conoscenza e della consapevolezza, quali quella dei giardini – pubblici e privati – aperti e visitabili. Molti giardini offrono angoli ricchi di storia, familiare ma anche della città, dove alberi forestali di altofusto e molto longevi ricostruiscono la visione e l’immagine di Roccalveria come risultava nei decenni precedenti. Un secondo esempio è il progetto “Ridiamo il sorriso alla pianura padana”, nato del 2020, che prevede la distribuzione di piante forestali certificate ai cittadini. Piante facilmente inseribili nell’ambiente, che essendo quantitativamente rilevanti nel loro insieme, hanno contribuito a svolgere importanti funzioni ambientali di espansione del verde privato, aumento della biodiversità vegetale, assorbimento di anidride carbonica, miglioramento della qualità dell’aria, sviluppo di habitat. 53
Capitolo 19. Nuove localizzazioni di aree attrezzate e altri interventi strutturali L’ultimo paragrafo di questo Master Plan riguarda la vera e propria pianificazione degli interventi strutturali, tramite la previsione di interventi di estensione di parchi attuali, riqualificazione profonda, conversione da area non attrezzata ad attrezzata, individuazione di nuove aree da rendere parchi verdi attrezzati e fruibili. Di seguito gli interventi previsti, suddivisi per tipologia di azione. Per ogni intervento è specificato il termine temporale previsto, tra breve termine (2025) e medio termine (2028, con possibile estensione fino al 2030). Parchi e luoghi da “rigenerare” - Il modello assumibile come esempio della tipologia di intervento di rigenerazione è quello del recente intervento che ha coinvolto il Parco Brunelleschi nel quartiere Santa Rita. Il progetto è stato presentato nell’ambito del bando della Fondazione cassa di Risparmio di Padova e Roccalveria, è stato finanziato e realizzato nel corso del 2022/23. Il progetto ha previsto: • l’inserimento (fornitura e messa a dimora) di n.10 piante ad alto fusto autoctone • realizzazione percorso pedonale che unirà le varie parti: zona giochi, piastra polivalente e area libera • realizzazione area giochi inclusiva per infanzia su pavimentazione in gomma colata • realizzazione area giochi con gioco multifunzione su ghiaino • fornitura e posa arredo: panchine, cestini per raccolta differenziata, rastrelliere, etc • messa a dimora di nuove alberature autoctone - Piazza Merlin Una piazza verde storica del centro urbano di Roccalveria, richiede una riqualificazione complessiva delle formazioni arboree e arbustive presenti. Potrebbe essere realizzato entro il 2025. Le formazioni arboree presenti nella piazza, a fine ciclo vegetativo e con segni evidenti di danneggiamento, richiedono una graduale sostituzione con inserimento di specie maggiormente adattate alle evoluzioni climatiche e alla necessità di rispondere agli obiettivi di assorbimento di gas serra, al miglioramento della qualità dell’aria e all’azione di filtro e intercettazione delle polveri sottili nell’atmosfera urbana, oltre che ad agire complessivamente nel contrasto ai cambiamenti climatici. Anche nelle altre piazze della città (Grignano Polesine, Borsea, S Apollinare, Boara Polesine, Roverdicrè), alcune delle quali collocate nelle frazioni, può essere realizzata una riqualificazione paesaggistica e ambientale attraverso la de-pavimentazione con inserimento di specie arboree e di verde urbano con effetti di miglioramento della qualità dell’aria, del microclima e di una migliore regimazione idrica. 54
Questi interventi, sollecitati dalle azioni implementate dal PAESC, si inseriscono nell’obiettivo di incrementare nuove infrastrutture verdi in aree pubbliche urbane, attraverso la riduzione della pavimentazione, creando servizi ambientali a fruibilità diffusa per i cittadini. - Progetto City Branding Ipotesi progettuale riguardante la rigenerazione di vuoti urbani. Il progetto “mira a connettere due aree importanti del centro storico di Roccalveria attraverso il riadeguamento funzionale delle strutture oggetto d’intervento, instaurando nuove dinamiche sociali e culturali. L’obiettivo è quello di aprire la città a nuove dinamiche di sviluppo, tramite la sistematizzazione di luoghi e piani funzionali rivolti a giovani, studenti, ricercatori, commercianti e legare i luoghi, sarà possibile organizzare diversi interventi progettuali animati da un unico obiettivo comune”. Riguarda in particolare la ex caserma dei vigili del fuoco, ora inagibile e situata in pieno centro storico, la piazza annonaria, l’ex forno comunale, l’ex sede della polizia locale. È previsto un collegamento fra i Giardini Due Torri e via Donatoni (Urban digital center) e la realizzazione di una Vertical Farming. Per questo progetto sarà possibile partecipare a bandi di finanziamento ed è ipotizzabile una proiezione al 2028 per la sua conclusione. Parchi già attrezzati che hanno necessità di interventi di riqualificazione (arredi, accessibilità ecc.) - Parco Maddalena Dopo l’intervento di riqualificazione della pista di skate, è ipotizzabile entro il 2025 la realizzazione di una serie di interventi di miglioramento di uno dei parchi più grandi e frequentati della città. In particolare, gli interventi dovranno riguardare la sicurezza (telecamere, colonnine sos, cura delle recinzioni), la fruibilità (sistemazione del gazebo per eventi), i servizi (più rastrelliere, cartellonistica, fontanelle), la parte giochi per i più piccoli. - Parco IRAS “Melvin Jones” Il parco, caratterizzato da molto verde e innestato in un contesto ideale, può essere migliorato incrementando l’illuminazione e la sicurezza. È ipotizzabile, entro il 2025, la realizzazione di interventi di miglioramento relativi alla fruibilità, per esempio sistemando gli attrezzi del percorso vita e aggiungendo distributori di sacchetti per la raccolta di deiezioni canine, soprattutto nell’area più distante dagli ingressi. È uno dei parchi, data anche la presenza di una area eventi, ideali per l’organizzazione di iniziative di socializzazione e culturali (come il già sperimentato con successo cinema estivo). - Parco Via Montessori 55
Pur essendo vicino al Parco Maddalena, questo spazio verde è molto frequentato dai cittadini delle vie limitrofe e dei ragazzi del quartiere. Merita un investimento per l’installazione di giochi per bambini. In generale, sulla base del report fotografico e di quanto esposto nel capitolo 14, gli interventi di riqualificazione minima dovranno coinvolgere tutti i parchi attuali in una pianificazione quinquennale. Parchi potenzialmente estensibili - Parco David Sassoli L’area di circa 1 ettaro che si trova lateralmente alla Palestra Tassina in via Rovereto, con accesso dalla pista ciclabile, può diventare una zona di ampliamento rispetto al Parco David Sassoli, con realizzazione di prato alberato e destinazione a verde pubblico. - Parco Curiel In accordo con il limitrofo Policlinico potrebbe essere prevista l’estensione del parco Curiel, aumentando la superficie fruibile, entro il 2028. Ex Giardini scolastici da riaprire - Parco ex scuola primaria di Granzette Si tratta di un’area che potrebbe essere resa fruibile grazie a un accordo con una associazione locale. - Parco ex scuola di Grignano Polesine In questo caso, si prevede la realizzazione di un percorso partecipativo con gli abitanti della frazione per capire potenzialità e fruibilità dell’area e finalizzato a una progettazione partecipata. In entrambi i casi si può prevedere la realizzazione della fruibilità delle aree entro il 2025. Nuove aree attrezzate - Piazza Masslo, quartiere Commenda Est. Progetto di riqualificazione di piazza urbana, con depavimentazione e creazione di uno spazio verde, in collaborazione con l'Università di Padova e con la supervisione dell'architetto/senatore Renzo Piano. Intervento la cui realizzazione è prevista entro il 2023. L’intervento su questo sistema è volto innanzitutto a eliminare le barriere architettoniche che limitano l’attraversamento dello spazio e a valorizzare gli elementi che favoriscono la sosta. Gli spigoli del perimetro vengono eliminati e due cordoli residui affiancati da due aiuole alberate. Il terzo diviene invece la base di un elemento triangolare che contiene una aiuola 56
alberata racchiusa nel lato nord da una seduta, disposta lungo il nuovo lato. Per il sistema del verde è prevista la piantumazione di 17 alberi di due specie diverse: nell’aiuola a nord 7 liquidambar, nell’aiuola a ovest 2 liquidambar e 8 aceri platanoidi nell’aiuola triangolare. A esso si affianca un sistema di irrigazione a goccia. All’interno dell’ex fontana, dopo aver demolito completamente i tre setti che delimitano il quadrato, verrà realizzato un padiglione in legno con un palco rialzato di 50 cm. Questa struttura è predisposta a ospitare eventi vari: attività, concerti, rappresentazioni e spettacoli. - Parco delle sensazioni, quartiere San Bortolo Nell’ambito del Progetto Pinqua riguardante il quartiere San Bortolo, si prevede la realizzazione del Parco delle sensazioni, quale “giardino della gentilezza a servizio degli edifici adiacenti in cui i fruitori di servizi possono qui ritemprarsi anche per brevi momenti dallo stress del quotidiano e godere di evasioni sensoriali e attività pratiche”. Sono previste diverse “aree funzionali alla condivisione e allo scambio di conoscenze tra le diverse generazioni, sfruttando le connessioni con il tessuto sociale del luogo che vede protagonista la vicina Casa di Riposo e le scuole ma che guarda anche l’alta densità abitativa della zona che prevede un naturale scambio tra generazioni che qui trova la sua esplicitazione pratica”. Non solo, “l’accessibilità del parco riguarda anche la sua facile percorribilità: ogni area funzionale è raggiungibile attraverso un sistema di percorsi pianeggianti in materiale stabilizzato permeabile e di superfici scorrevoli che ne consentano l’utilizzo da parte di tutte le utenze, incrementando il valore ecologico dell’area e il microclima del parco. All’interno del parco sono previste due aree di sosta in materiale pacciamato utili per ospitare momenti ludici o aggregativi delle attività sociali e didattiche citate. Anche queste aree diverranno spazi di esperienza sensoriale”. (1) (1) Aggiornamento a seguito dell’approvazione, con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 84 del 20/11/2023, della Variante Parziale al Piano degli Interventi n. 14 relativa all’intervento denominato: “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – Missione M5 - Componente C2 - Investimento 2.3 - Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare – PINQuA: Riqualificazione quartiere San Bortolo – Next Generation EU” - Via Granatieri di Sardegna in Tassina Nel popoloso quartiere Tassina, a partire da Via Granatieri di Sardegna è pensabile di incrementare per circa 0,6 ettari un’area verde già esistente, completando uno spazio da destinare a parco pubblico attrezzato a disposizione dell’agglomerato urbano circostante. In continuità con quest’area si può inserire e trasformare a verde urbano la zona ad andamento lineare già parzialmente alberata, posta lungo la Ferrovia. Quest’ultima zona si presta a essere un’area di mitigazione ambientale, con possibilità di creare percorsi percorribili a piedi ed eventualmente nella parte finale riservandosi la possibilità di offerta di orti urbani (o area sgambamento cani). L’insieme di questo ambito di ricomposizione di verde urbano arriva a una superficie di circa 2 ettari realizzabile entro il 2028. 57
- Borsea, area limitrofa al campo sportivo Si prevede la piena fruibilità di un’area a destinazione verde urbano di circa 5000 mq, adiacente al campo sportivo di Borsea, quale luogo di aggregazione per la frazione, complementare all’area a carattere sportivo. Un luogo dove le diverse generazioni figligenitori-nonni possano incontrarsi, prima e dopo l’attività sportiva. Aree di forestazione urbana - Parco Langer (tra viale Porta Adige e via Calatafimi) Il piano di valorizzazione del Parco Langer è stato proposto dal Comune di Roccalveria e approvato nell’agosto 2023 dal Demanio e dalla Soprintendenza per l’archeologia belle arti e paesaggio. (1) Al momento della redazione di questo Master Plan è in corso la formalizzazione dell’acquisizione da parte del Comune di Roccalveria di questo bene demaniale attraverso il federalismo culturale. Un intervento di riqualificazione dell’area verde, inserito nella Misura Infrastruttura Verde del Bando AURO nell'ambito della strategia regionale per la sostenibilità, sarà realizzato gradualmente entro l’anno 2028. Il Parco ha una valenza ambientale e paesaggistica. Si snoda lungo un’area arginale, con una funzione rilevante nella rete ecologica, rappresenta un complesso sistema di ambienti prativi, depressioni umide e superfici boscate. All’interno sono presenti le strutture dello storico Campo Nazionale di Tiro risalente a fine 1800, al quale è stato riconosciuto l’interesse culturale e il relativo vincolo a partire dal 2014. Tali valori ambientali si integrano con un sito ricco di memorie storiche che, con una mirata manutenzione, potrebbero riportare le strutture a una maggiore visibilità con un risultato paesaggistico di insieme di valorizzazione reciproca. Il Parco si presta a ospitare percorsi naturalistico culturali e confina con una vasta area prativa già di proprietà comunale, costituendo un complesso unico e armonico, adatto alla realizzazione di aree a funzione ricreativa, sociale, orti urbani e di educazione ambientale. Nell’unitarietà del complesso si viene a costituire un vero e proprio Centro di agroecologia urbana, dove rappresentare un modello di gestione del bosco, collocato nella cintura urbana, attraverso la fruizione e la formazione sui temi dell’orticoltura urbana, sulle tipicità polesane, sui servizi ecosistemici forniti dal bosco stesso, integrando le tematiche ambientali a quelle dell’agricoltura peri urbana in una gestione partecipata con le associazioni ambientaliste e naturalistiche che operano in rete nel territorio. Il Parco si presta a una fruizione di tipo ricreativo e sociale che si realizza nel contesto del quartiere, ma anche di tipo naturalistico e ambientale, con funzione didattica, finalizzata al vicino polo scolastico, a visitatori esperti, responsabili e interessati, alla cittadinanza attiva in tutte le sue forme. 58
Le attività di gestione naturalistica e didattico culturale saranno svolte in Convenzione con le Associazioni partners del Progetto, che saranno coinvolte anche nella organizzazione e gestione della fruizione. Il Parco Alexander Langer costituisce una area ecologica nucleo situata al limite fra la città e la campagna: un vero e proprio polmone verde che copre un’area di oltre 3 ettari. Nel sito è presente una biodiversità rilevante che rappresenta un ambito paesaggistico rilevante e di memoria storica condivisa, da valorizzare per le funzioni ecosistemiche ambientali e per le potenzialità di uso didattico, scientifico, ricreativo e come area di mitigazione del cambiamento climatico. Il progetto di riqualificazione consiste nella riqualificazione della vegetazione arborea, attraverso graduali interventi mirati di abbattimento e contenimento degli esemplari di specie invasive, che si caratterizzano per elementi di “rischio esilità del fusto”, con un processo di sostituzione e accompagnamento dell’evoluzione delle specie arboree e arbustive autoctone, caratterizzanti ed ecologicamente funzionali del bosco ripariale, che ne rappresentano gli habitat tipici. Il miglioramento delle formazioni forestali e la maturazione della componente pedologica dell’ecosistema sono componenti essenziali verso la qualità e naturalità dell’ambito boschivo, presupposto per un futuro riequilibrio e possibilità di mantenimento in condizioni ecologiche di minima gestione e intervento antropico. (1) Aggiornamento a seguito dell’approvazione del Programma di Valorizzazione, presentato dal Comune di Roccalveria con nota prot. n. 49447 del 26 giugno 2023, da parte del Segretariato generale del MiC, con parere favorevole prot. n. 30830 del 18 settembre 2023, e della Direzione Strategie immobiliari e Innovazione dell’Agenzia del Demanio, con prot. n. 24089 del 12 ottobre 2023, nella seduta del Tavolo Tecnico Operativo del 02/08/2023, come risultante dal relativo processo verbale, registrato agli atti con Protocollo N.0060725 del 07/08/202. - Area limitrofa al cimitero comunale Nell’ambito del Progetto Pinqua è stata già finanziata, e se ne prevede la conclusione entro il 2028, la realizzazione di un bosco urbano di 3 ettari immediatamente a sud del cimitero comunale. Si “prevede un’organizzazione degli spazi longilinea con una densità crescente della vegetazione in direzione ovest-est. Gli spazi liberi, maggiormente concentrati verso Viale Oroboni, vanno a diminuire in un gioco continuo “vuoto/pieno” in direzione Tangenziale, accompagnando il fruitore in un bosco che valorizza la varietà botanica e la spontaneità vegetativa e permettendo un gioco di ombre della strada ciclabile che attraversa il bosco e che offre una esperienza immersiva totale nel verde”. In più, “la densità arborea sarà elevata soprattutto ad est, creando le condizioni migliori per uno sviluppo naturale del bosco e del suo sottobosco in grado di accogliere anche insetti e fauna di piccola taglia che contribuisce a sua volta al ciclo della natura e alla salvaguardia della biodiversità. Gli spazi aperti e fioriti permetteranno ai suoi fruitori momenti di riposo relazionali nel tentativo di riconciliare il tempo della città con il tempo delle relazioni. Le macchie arboree saranno naturali divisori degli spazi che garantiranno, nella parte a sud, aree destinate agli orti e di sviluppo con la vicina fattoria didattica in un’ottica di commistioni con le strutture circostanti, e sociale di coinvolgimento dei cittadini soprattutto della fascia dell’infanzia e 59
della terza età, che troveranno nella natura stimolo, condivisione e motivazione.” Saranno stimolate attività culturali, poiché ”le aree libere diventano arene naturali incorniciate da alberature la cui colorazione, pensata appositamente giocando con i contrasti, è in grado di ospitare e valorizzare letture, scene teatrali, eventi musicali, corsi di pittura e fotografia”. Infine, “la composizione vegetale del bosco si basa su un concetto di resilienza che permette un consumo minimo di risorse per l’affermazione delle nuove piante. L’acqua utilizzata per l’attecchimento della nuova vegetazione è ridotta al minimo grazie alla selezione di specie autoctone, è sarà necessaria solo per il periodo di avvio che avverrà in autunno inoltrato seguendo così il naturale sviluppo vegetativo”. A prosecuzione del bosco urbano previsto nel progetto Pinqua, sempre nell’area limitrofa che si sviluppa lungo il confine del Cimitero di Roccalveria, è possibile continuare lo sviluppo di una fascia verde lungo la programmata pista ciclabile che conduce in via Stacche e proseguire fino alla Tangenziale. Questa area verde può essere realizzata a fasce di vegetazione destinate alla mitigazione ambientale nell’area interposta fra il Cimitero e la Tangenziale, con funzione di miglioramento qualitativo dell’aria, riduzione delle isole di calore e assorbimento di gas serra. Si arriva a coprire così un ulteriore area di 2,5 ettari circa, raggiungendo un polmone verde a funzione di rimboschimento urbano di complessivi circa 5 ettari. (1) Aggiornamento a seguito dell’approvazione, con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 84 del 20/11/2023, della Variante Parziale al Piano degli Interventi n. 14 relativa all’intervento denominato: “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – Missione M5 - Componente C2 - Investimento 2.3 - Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare – PINQuA: Riqualificazione quartiere San Bortolo – Next Generation EU”. - Area ex depuratore, viale Porta Po Riqualificazione ambientale inserita nella linea Infrastruttura Verde del Bando AURO nell'ambito della strategia regionale per la sostenibilità, quindi finanziabile con bando regionale. La riqualificazione ambientale dell’area dell’ex depuratore, in viale Porta Po, consiste nel ripristino di un’area attualmente in abbandono, attraverso la rinaturalizzazione, creando una vasta area di mitigazione ambientale e con funzione prevalente di assorbimento delle polveri e miglioramento della qualità dell’aria, data la localizzazione lungo una grossa arteria di scorrimento del traffico urbano. Si prevede la nuova piantumazione su un’area di 1,7 ha di specie autoctone di alto fusto e arbustive. E’ un intervento che occupa un’area di 1,7 ha e riqualifica e restituisce un valore ambientale ad un’area oggi classificata come marginale e non fruibile. L’intervento si collega agli obiettivi di forestazione urbana degli strumenti di pianificazione (PAESC, Master Plan del Verde Pubblico Urbano del Comune di Roccalveria, Piano degli Interventi). La realizzazione è prevedibile entro il 2028. 60
- Area comunale ex Stazione sperimentale avicunicola Adiacente e contigua al parco dell’ex ospedale psichiatrico è situata un’area boscata comunale, relitto boscoso che fu sede dell’ex Stazione sperimentale avicunicola del Ministero, attiva fino agli anni ’60. L’area verde di proprietà comunale è di circa 3,4 ettari, costituita da vegetazione spontanea e autoctona di medio e alto fusto con buona densità e dotata di sentieri e percorsi interni, accessibile da Via Stazione sperimentale. Presenta una rilevante funzione ambientale e costituisce nell’insieme con il parco dell’ospedale psichiatrico e con la vicina area demaniale un complesso boschivo esteso e integrato funzionalmente collegato alla cintura verde urbana. - Area ex Ospedale Psichiatrico Si tratta di un’area di oltre 20 ettari di un parco storico di valore paesaggistico e ambientale, di proprietà dell’ULSS 5 Polesana. L’area è stata oggetto di un progetto di riqualificazione urbana, non andato in approvazione. Rappresenta una opportunità per la città per la rilevante superficie con alberi ad alto fusto e una ricca a vegetazione autoctona, con percorsi pedonali, ciclabili e presenza di arredi. In caso di accordo con la proprietà, potrebbe essere previsto un programma progressivo di accessibilità per la cittadinanza e parziale fruibilità. - Area demaniale limitrofa all’ex ospedale psichiatrico Il Parco dell’ex ospedale psichiatrico è confinante e contiguo a un’area boscata demaniale di circa 3 ha, non accessibile ma di rilevante funzione ambientale e di mitigazione climatica. - Area Nagliati Si tratta di uno spazio verde di proprietà dell’Ulss 5 che presenta l’inconveniente di avere una linea di alta tensione sopra elevata. Rappresenta un’area di circa 2 ettari, di interesse come area di mitigazione ambientale, situata al centro del quartiere di San Pio X, vicino a un polo scolastico. Anche in questo caso, con un accordo con la proprietà è possibile immaginare un intervento progressivo di riforestazione e fruibilità. - Boj della Ferriana Il Boj della Ferriana è un’oasi che si trova nel Comune di Roccalveria (località Concadirame). E’ costituita da un’area umida dell’estensione di circa 2 ettari ubicata appena sotto l’argine del fiume Adige, alimentata dalle acque del fiume stesso che emergono in corrispondenza di una stratificazione impermeabile del suolo (fontanazzo). Tali formazioni erano piuttosto diffuse nel passato, prima che si procedesse a una bonifica sistematica degli ambiti acquitrinosi. Presenta una biodiversità specifica di specie avicole acquatiche, anfibie, piccoli mammiferi e una vegetazione arborea e arbustiva idrofila. Il titolare dell’Area demaniale è il Genio civile di Roccalveria, che ha concesso la gestione dell’Oasi ai volontari del WWF Roccalveria. 61
- Golena di Boara Polesine Nella Golena di Boara Polesine, area di circa 6 ha che si estende lungo il fiume Adige in una zona tutelata in quanto ricade entro 150 metri dal fiume, sono stati recentemente eseguiti da Veneto Agricoltura interventi di sistemazione idraulica e miglioramento forestale con imboschimento, nell'ambito dei progetti regionali, con introduzione di specie latifoglie autoctone. La Golena si estende lungo una prima fascia verso il fiume, coperta da una vegetazione di pioppi e salici spontanei, che durante la piena del 2018 hanno subito diversi schianti e danneggiamenti, con accumulo di materiale residuo. Gli interventi eseguiti sono stati di abbattimento di alberi instabili e insicuri e riordino della vegetazione a terra, anche di origine fluviale. L’area costituisce un ambito di rilevanza ambientale e paesaggistica legata alla tutela degli ecosistemi fluviali e presenta una percorribilità dell’argine golenale, che deve essere agibile per motivi di sicurezza idraulica, ma che può permettere una fruibilità ciclo pedonale a disposizione dei cittadini. Capitolo 20. Conclusioni Il Master Plan del Verde Pubblico Urbano del Comune di Roccalveria è impostato come uno strumento aperto e dinamico, che descrive il quadro attuale del verde urbano, si coordina e collega ai principali piani urbanistici e di pianificazione secondaria. In coerenza con le scelte di fondo della pianificazione urbana e con le strategie multilivello della sostenibilità, indica le linee di sviluppo della trasformazione/evoluzione delle aree verdi della città. Il piano inserisce aree verdi a diversa funzionalità e fruibilità, luoghi di senso, memoria e identità e rappresentatività del territorio. Lo sviluppo del verde diventa un filo conduttore che delimita e identifica le aree di servizi nelle diverse zone della città. Il Master Plan, ricollegandosi alla rete ecologica, costruisce linee di connessioni e aree ecologiche funzionali al mantenimento della biodiversità animale e vegetale, integrata al sistema dei corsi d’acqua. Una rete complessiva e integrata delle infrastrutture verdi e blu può svolgere un insieme di funzioni e servizi ecologici ed ecosistemici in risposta ai fabbisogni della città, dall’assorbimento del carbonio e degli inquinanti atmosferici, al miglioramento del microclima, assorbimento idrico, conservazione degli habitat e della biodiversità urbana. Le aree verdi svolgono perciò un ruolo di mitigazione rispetto ai cambiamenti climatici, attraverso una funzione attiva di riduzione delle emissioni, ma anche di adattamento, migliorando la vivibilità e il clima in ambito urbano. Il Verde urbano risponde anche a valori estetici, ricreativi, educativi, spirituali, artistici, identitari. La funzione estetico architettonica riguarda il miglioramento del paesaggio urbano, che la presenza del verde determina favorendo un’integrazione fra elementi architettonici e ambiti verdi da considerare nella progettazione e nell’arredo urbano. La valorizzazione del paesaggio nel territorio comunale di Roccalveria si può estendere anche agli ambienti agrari, esaltandone le tipicità architettoniche e paesaggistiche, creando 62
elementi di connessione con le aree verdi urbane e la mobilità lenta, valorizzando i prodotti agricoli del territorio in collegamento con la caratterizzazione ambientale. Il Master Plan, infine ridisegna le aree verdi puntando a una maggiore fruibilità e inclusività dei parchi attrezzati per favorire presenza e opportunità per i cittadini di vita all’aria aperta. 63
Master Plan del Verde Pubblico Urbano del Comune di Roccalveria 64